Con immensa difficoltà, al termine di un lungo ricovero durante il quale abbiamo tentato davvero tutto, abbiamo dovuto lasciare andare Il Biondo.

Da quando è arrivato in Gattile lo abbiamo sentito definire tante volte un guerriero. Lo sappiamo: è una parola che nasce dall’affetto. Eppure non è mai stata la nostra. Perché a noi la guerra non piace. Non ci piace raccontare la malattia come una battaglia, né pensare che la vita si misuri in vittorie o sconfitte.
Il Biondo non era un guerriero. Era un gatto che, nonostante una FIP, un intervento importante e la FeLV, continuava semplicemente a vivere. Con qualche protesta quando arrivavano le terapie, con l’entusiasmo per la pappa buona, con la voglia di stare insieme agli altri. Non ha combattuto: ha amato la vita, ogni giorno che gli è stato concesso.
E noi vogliamo ricordarlo così. Tra i primi ad arrivare quando si preparava la cena nella casetta dei Felvini. Il cuscino preferito di Gavino, o la sua copertina quando faceva più fresco. Le coccole, solo quando decideva lui, ma così sincere da sciogliere il cuore. Quello sguardo profondo che cercava di capire se stessimo portando medicine… oppure qualche snack speciale.

Il Biondo era una presenza che riempiva gli spazi senza fare rumore. Una di quelle che diventano casa, per i volontari e per i suoi compagni di casetta.
Ci mancherà immensamente.
E forse questo è il modo più giusto per salutarlo: non ricordando tutto ciò che ha dovuto affrontare, ma tutto l’amore che è stato capace di lasciare dietro di sé. Perché è questo che resterà di lui. Sempre 💚


