Salutare Rettore è uno di quei saluti che non eravamo pronti a fare. È arrivato all’improvviso, senza preavviso, e ci ha lasciati spiazzati, increduli, feriti.
Rettore arrivava da qualcosa che facciamo persino fatica a chiamare “vita”. Da un caso di animal hoarding, da un’esistenza negata, compressa, impoverita in ogni senso possibile. Una di quelle storie così dure che non si riescono nemmeno a raccontare fino in fondo da quanto fanno male.

Eppure, da noi, Rettore è fiorita.
Ha scoperto gli spazi, le relazioni, le amicizie. Ha scoperto cosa significa vivere davvero, essere parte di un gruppo, avere risorse disponibili, sicurezza, possibilità.
Non sopravvivere: ricominciare.
In poco tempo Rettore era diventata una presenza piena, integrata, riconosciuta.
Faceva parte del “noi”. E noi guardavamo già avanti, immaginando il futuro, pensando che finalmente le stesse andando tutto nel verso giusto.
Poi, di colpo, tutto si è fermato.
Una crisi improvvisa, violentissima. Un enfisema polmonare legato a un’anemia, probabilmente figlia di quella FIV contratta in un passato in cui nessuno l’ha protetta.
Ma non è questo che definisce Rettore. Non è la diagnosi. Non è la causa della sua morte.
Quello che conta davvero è ciò che ci lascia.
Rettore ci lascia la prova che anche chi arriva da una situazione devastante può rinascere. Che ogni gatto può rifiorire se gli viene data la possibilità. Che ogni giorno dedicato a loro è fondamentale, perché per loro esiste solo il presente. E Rettore quel presente lo ha vissuto pienamente, senza rimpianti, senza sapere cosa aveva perso prima, ma solo ciò che finalmente aveva.
Ci piace pensare che sia rimasta ancorata a quel pezzo di vita vera: alle relazioni costruite, alla sicurezza, a un ambiente che l’ha vista, scelta, amata.

Rettore non è la sua storia di partenza. Rettore è la gatta che abbiamo conosciuto qui, la “bambina” che ci ha conquistati, che abbiamo amato immensamente e che oggi se ne va lasciandoci un dolore lancinante.
Continueremo a ricominciare, perché è ciò che facciamo ogni giorno.
Ma questo saluto fa male. Fa male davvero. E proprio per questo Rettore resterà con noi.


