Zazu ci è scivolato tra le dita.
Abbiamo provato a tenerlo stretto in ogni modo, con le cure, con le mani, con il cuore. Ma è stato sabbia: un’anima leggera che non siamo riusciti a trattenere, per quanto ci aggrappassimo a lui.
Eppure era stato proprio lui, al suo arrivo, a insegnarci la speranza. A ricordarci che vale la pena credere nella medicina, nella tenacia e nel coraggio delle persone meravigliose che animano Gattolandia.

Ci aveva mostrato che, quando ci si crede davvero, a volte i miracoli succedono.
Ma questa volta no. Questa volta nessuno sforzo è bastato, nemmeno quando chi lo ha amato si è speso più che mai. Nemmeno quando il grande amore che lo circondava ha provato a fargli da ancora. Non è stato sufficiente.
E se al suo arrivo avremmo potuto accettare l’idea che fosse un’anima troppo bella per resistere a lungo in questo mondo storto, ora no. Ora è difficile. Perché Zazu era diventato il ritratto della vita: salute, allegria, gratitudine, felicità pura.
Era luce. Sempre e comunque.
Forse, quando il dolore lascerà spazio a una nostalgia più dolce, capiremo che dietro questa grande ingiustizia c’è un insegnamento più grande, uno di quelli che solo gli spiriti luminosi sanno lasciare.

Ma oggi no. Oggi possiamo solo sentirne la mancanza, enorme e ingiusta, e stringerci attorno al suo ricordo.
Ciao Zazu, piccolo sole. Grazie per ogni giorno in cui ci hai scelto, per ogni attimo in cui hai brillato.
Resterai per sempre nella parte più gentile del nostro cuore.

