Il 7 novembre di 19 anni fa nasceva ufficialmente Gattolandia. Un timbro, un protocollo, la formalizzazione di qualcosa che esisteva già nel cuore di chi l’aveva sognata. E come tutte le cose belle, anche Gattolandia ha avuto bisogno di tempo per crescere, per trovare la sua forma, la sua voce.
Oggi, dopo quasi vent’anni, ci sentiamo ancora giovani.
Con la stessa voglia di imparare, di migliorare e di continuare a fare sempre di più per loro — i nostri gatti, il vero motore di tutto. Abbiamo festeggiato questo compleanno insieme ai volontari, come da tradizione.
E, tra torte, sorrisi e ricordi, abbiamo celebrato anche chi è con noi da più di dieci anni: 29 persone che ormai sono molto più che una squadra. Sono la nostra famiglia, perché condividiamo lo stesso sogno e la stessa passione. 💫

E proprio con questo spirito abbiamo provato a chiudere la settimana nel segno della speranza.
Con l’adozione di Medellín, a cui auguriamo una nuova vita piena d’amore ❤️

E con una bellissima adozione in arrivo (shhh… piccolo spoiler: ci ha già fatto battere il cuore fortissimo 💙). Un’altra, invece, è ancora in costruzione: servirà tempo, ma promette di essere una storia da fiaba.
Intanto abbiamo accolto la Piera, una micia che non ha lasciato una famiglia, ma la vita dura della strada. Ora è al sicuro, e finalmente può riposare.

Tra le tante emozioni di questa settimana, non sono mancate le preoccupazioni. Alcuni mici non stanno bene, ma anche intorno al dolore si può creare qualcosa di bello. Lo abbiamo visto grazie a Maria, adottante a distanza di Zazu, che è venuta più volte a trovarlo riempiendo lui — e noi — di un affetto sincero e contagioso.
Avremmo voluto chiudere così, con leggerezza anche nelle difficoltà. Ma il cuore ci si è stretto ancora una volta: abbiamo dovuto accompagnare Anacleto.

Non è stato inaspettato — conviveva con cardiopatia, insufficienza renale e un carcinoma — ma lui era così sereno, così grato di essere con noi, che sembrava eterno. Ci sembra irreale che se ne sia andato. Ha vissuto poco con noi, ma ha lasciato un segno profondo. E ogni volta che sentiremo uno sguardo fiducioso reclamare una carezza, sapremo che un po’ di lui è ancora qui. 🌈

